preloder

qual è la differenza travetro di murano e
veneziano?

source: wikimedia; copyright: Ercole Moretti

Murano: una tradizione tecnica secolare

Ciò che caratterizza il vetro di Murano è soprattutto la secolare tradizione tecnica, ancora oggi usata nella lavorazione locale di perle, figurine di vetro, lampadari e anche nell'arte contemporanea.

Contrariamente agli altri paesi - in cui le vetrerie sorgevano nelle sedi di produzione delle materie prime e del combustibile - Venezia e Murano hanno sempre importato tutti i materiali come il silicio e la soda, compresa la legna come combustibile: ciò che ha sempre definito la qualità veneziana, invece, sono l'uomo e la sua esperienza, che nel tempo ha perfezionato gli stili, la qualità e l'abilità nel modellare il vetro incandescente.

Il decreto del 1291

La fama dell'isola di Murano, poi, fu sancita dal decreto della Serenissima del 1291, che ordinava ai vetrai di spostare le fonderie sull'isola di Murano a causa dell'elevato rischio d'incendio: l'isola avrebbe permesso di circoscrivere eventuali incidenti. Qui la tecnica della lavorazione del vetro soffiato raggiunse il suo apogeo, e l'abilità degli artisti muranesi crebbe a tal punto da farli diventare maestri. A Murano si attivò inoltre una scuola del vetro, che avviava i giovani a questo mestiere.

La lavorazione a Lume: una prerogativa veneziana

La lavorazione del vetro a lume, d'altra parte - richiedendo l'uso di un piccolo bruciatore a differenza delle grandi fornaci necessarie alla soffiatura - poteva essere utilizzata in piccoli ambienti senza particolari rischi, e restò quindi a Venezia, in particolare nel Sestiere di Cannaregio, dove continuò a essere praticata per secoli, raggiungendo il suo massimo sviluppo nel periodo ottocentesco.

Utilizzando lampade alimentate da grasso animale, e con l'aiuto di un soffietto per arricchire la fiamma di ossigeno, si riusciva a raggiungere la temperatura necessaria a fondere il vetro e lavorarlo per ottenere le perle: il termine "a Lume" deriva da questa ormai arcaica soluzione.
Questo divenne un lavoro tipicamente femminile, e le donne che lavoravano in questo settore presero il nome di "Perlere".

Al giorno d'oggi si utilizza un apposito cannello ad ossigeno, cioè un bruciatore a gas addizionato ad aria che raggiunge i 900°-1200°C di temperatura.

Quella del vetro è una storia lunga più di quattromila anni

I primi centri di produzione dell’antichità dovevano essere in Mesopotamia, Egitto e Siria.

Picture

il mediterraneo

In età ellenistica il vetro si era oramai diffuso in tutto il Mediterraneo, ma fu poi in epoca romana che subì nuovo impulso e ulteriore sviluppo.

IV-I secolo a.C.
Picture

la soffiatura del vetro

In Palestina fu inventata la tecnica della soffiatura, che andò a sostituirsi alla colatura a caldo del vetro.

I secolo a.C.
Picture

il vetro veneziano

E' all'epoca medioevale che risalgono i più antichi manufatti di vetro muranese che sono stati ritrovati. I veneziani cominciarono a praticare l'arte del vetro a partire dai loro contatti con il Medio Oriente, in particolare la Siria, da cui trassero ispirazione e da cui ereditarono l'uso del vetro sodico. Tale composizione si adatta a lavorazioni a caldo e l'estetica veneziana si fondò proprio sulla possibilità di modellare e soffiare il vetro quando è ancora incandescente, a differenza ad esempio della tradizione nordica, che valorizzava gli oggetti soprattutto attraverso il taglio.

X / XI secolo
Picture

il vetro nordico

Nel nord Europa vi fu una svolta nella tecnica produttiva e la soda fu sostituita con la potassa, più facilmente ottenibile dalla cenere di legno. Da questo momento i vetri del nord differirono significativamente da quelli originari dell’area mediterranea, dove si è mantenuto l’impiego della soda.

1000
Picture

il decreto

Un decreto della Serenissima ordinava ai vetrai di spostare le fonderie sull'isola di Murano, a causa dell'elevato rischio d'incendio, contribuendo alla crescente fama di Murano come centro di lavorazione del vetro.

1291
Picture

l'origine delle perle

A questo secolo risalgono le prime perle prodotte a Venezia, che per secoli costituiranno per la Serenissima preziosa merce di scambio ed esportazione verso Africa, Americhe, India. Le perle di conteria sono documentate a Murano proprio a partire da questo periodo: monocrome, piccolissime, si ottengono da sottili canne vitree forate e sono utilizzabili anche per ricami e composizioni diverse.

XIV secolo
Picture

l'ascesa di Venezia

Complice il declino della produzione islamica, Venezia assume una leadership incontrastata nell’arte del vetro.

XV secolo
Picture

Angelo Barovier

L'invenzione del vetro cristallino da parte del muranese Angelo Barovier (1405-1460) contribuisce alla supremazia veneziana: grazie alla medesima base di silicio ma ad una percentuale maggiore di ossido di piombo il vetro per la prima volta diventa trasparente, simile al cristallo appunto, e i prodotti creati risultano talmente raffinati da soddisfare la richiesta di clienti estremamente facoltosi.

1450
Picture

la Rosetta

Alla fine del secolo una donna, Maria Barovier (figlia di Angelo), creò quella che è diventata l'emblema delle perle di scambio, nonché la perla più conosciuta e imitata al mondo: la Rosetta. Queste perle derivano da canne forate composte, come le murrine, da più strati policromi - sette in questo caso - il risultato della cui sovrapposizione dà origine a una forma di stella, che viene poi tagliata in pezzi successivamente molati. Maria Barovier dà origine ad una sorta di rivoluzione nel modo di produrre le perle di vetro; da allora, la creazione di perle di vetro veneziane diviene uno dei “mestieri” al femminile che coniuga gli spazi lavorativi con quelli della vita domestica, considerato che, nella stragrande maggioranza dei casi, le perle erano realizzate in casa.

XV secolo
Picture

perle a lume

A questo secolo risalgono invece le perle a lume: venivano lavorate alla fiamma di una lampada alimentata con grasso animale, e un soffietto arricchiva la fiamma di ossigeno in modo che si potessero raggiungere temperature adatte alla fusione del materiale. Una canna non forata veniva colata su un filo metallico tenuto manualmente in costante rotazione, permettendo infinite varianti di possibili aggiunte, decorazioni e colori. Anche queste perle veneziane erano usate come perle di scambio. La disposizione che vietava le fornaci a Venezia non venne mai imposta ai produttori di perle, perché la mole del fuoco che producevano non costituiva alcun pericolo per la fragile città, così tutti i produttori di perle hanno avuto per secoli sede a Venezia.

XVII secolo
Picture

massimo splendore

Durante la crisi muranese ottocentesca, la produzione di perle è l’unica a mantenersi florida e a espandersi, proseguendo con il commercio fino ai primi del Novecento. La tecnica stessa della lavorazione a lume raggiunge il suo apogeo tecnico ed estetico proprio in questo periodo, e la produzione di perle assorbiva la maggior parte della manodopera impiegata in questa attività. 

XIX secolo
Picture

dopo la grande guerra

Al finire della prima guerra mondiale, le perle di scambio, sostituite dal denaro, perdevano la loro funzione originaria e diventarono sempre più sofisticate con l’utilizzo di foglia d’oro e d’argento. Fiorato, Sommerso, Mosaico sono alcuni dei nomi dei piccoli capolavori di vetro, in voga fin dall’inizio del ‘900, e conosciuti in tutto il mondo.

XX secolo

Vuoi saperne di più?

Unisciti alla nostra community di appassionati dell'artigianato per scoprire di più sulla produzione veneziana e legata al vetro, per essere il primo a sapere delle nostre collezioni e per godere di offerte esclusive.

esploraesplorale nostre collezioni

Scopri tutti i gioielli che abbiamo creato.

contattaci

chiamaci+39 366 9602383+39 041 2759511

mandaci un messaggioinfo@mianivenetianjewelry.com

la nostra newsletter

Unisciti alla nostra community di appassionati dell'artigianato per scoprire di più sulla produzione veneziana e legata al vetro, per essere il primo a sapere delle nostre collezioni e per godere di offerte esclusive.

Scroll to top